Marcel Marceau

(Strasburgo 1923 - Cahors 2007)

“Descrivendo con le nostre mani le differenze che esistono tra il legno, il ferro, la pietra, il velluto, la seta; rendere palpabile l’impalpabile, sentire i rumori che ricerchiamo con il silenzio; mangiare dei cibi, della frutta sentendone il gusto dolce, salato o profumato, salivare, partecipare alle emozioni digestive; sentire odori profumati o nauseabondi, noi impregniamo l’aria di una specie di magia: il mimo deve essere questo mago!”

Le sue prime rappresentazioni di mimo, imitando tra gli altri Charlot, ha cominciato a farle ad otto anni per i suoi amici.
Durante la Seconda Guerra Mondiale si iscrisse alla scuola di arti figurative di Limoges ma la notte era un’ attivista della resistenza, fabbricando false carte d’identità col fratello Alain ed aiutando il cugino George Loinger a far attraversare, ai bambini ebrei, le montagne confinanti con la Svizzera.
Cominciò ad affinare la sua tecnica frequentando le lezioni di Etienne Decroux, nel 1944, dove rimase fino al 1948, anno in cui partecipò ad un concorso teatrale senza il permesso del Maestro, il quale, quando lo venne a sapere gli chiese di non tornare più a scuola perché affermava che un allievo, finché era tale, non era in grado di rappresentare uno spettacolo.
Al personaggio da lui creato, nel 1947, che si rifà un po’ al Pierrot, ha dato il nome di Bip, influenzato da una lettura di Dickens fatta da bambino che si intitolava Great Expectations in cui uno dei personaggi principali si chiamava Pip, trasformando la P in B.
Per quanto riguarda il costume Bip ha un cappello a cilindro con un fiore rosso, una maglia a righe, dei pantaloni bianchi, delle scarpe da acrobata ed il trucco bianco.
Con Marceau l’arte del Mimo ottenne un successo mai avuto prima grazie alle sue pantomime arlecchinate, sfruttando sì le tecniche della pantomima classica ma con l’aggiunta delle mani e delle espressioni facciali.
Il 15 Novembre 1978 ha aperto a Parigi una scuola di mimodramma dove, fra gli altri, hanno insegnato mimo sua moglie ed ex allieva Anne Sicco ed il figlio di Decroux Maximilien.
Famosa la sua partecipazione ad un film di Mel Brooks, Silent Movie nel 1976, dove l’unico personaggio che parla è lui che dice “no” alla fine del film.
Alcuni critici lo accusano di ripetere sempre gli stessi numeri da trenta anni ma avendo creato un genere così particolare e volendo mostrarlo a più generazioni è costretto a farlo perché essendo un attore di teatro non ha la possibilità di far vedere la sua opera ad un vasto pubblico come un attore di Cinema.
Marceau ha esportato la sua arte nei cinque continenti ed è tuttora considerato il più bravo e più famoso mimo del mondo.